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Sapevate che solo il 10%/20% degli uomini si sottopone ad una visita di prevenzione?

E che 9 maschi su 10 effettuano una visita solo in caso di gravi patologie? Eppure gli uomini si ammalano di più e spesso in maniera più grave rispetto alle proprie compagne.

La prevenzione riduce la frequenza di patologie tumorali (della prostata, del rene, della vescica e del testicolo)* e patologie benigne (calcolosi urinaria, iperplasia benigna della prostata e prostatiti, infertilità maschile e disfunzioni sessuali)

Le Principali Patologie

Prostatiti

Si tratta di infezioni/infiammazioni della prostata, che possono manifestarsi con un esordio sia acuto che cronico. La prostatite è una malattia estremamente frequente e colpisce, in particolare, soggetti nella fascia di età compresa fra i 18 ed i 45 anni. L'origine delle prostatiti è da ricondursi ad infezioni da agenti patogeni (batteri, virus) o a comportamenti scorretti che fanno parte dello stile di vita dei pazienti (alimentazione scorretta, scarsa idratazione, funzione intestinale irregolare, la pratica del coito interrotto, stile di vita sedentario). I sintomi della prostatite sono solitamente rappresentati da disuria (elevata frequenza delle minzioni con bruciore e difficoltà), dolori e senso di peso perineali, dolore o senso di peso ai testicoli. La prostatite, a seconda della causa, può essere trattata con modifiche dello stile di vita, antibioticoterapia, farmaci antinfiammatori al bisogno e fitofarmaci/integratori specifici per i disturbi urinari.

Iperplasia benigna della prostata (IPB)

Condizione clinica caratterizzata da disturbi urinari associati alla presenza di crescita della porzione centrale della ghiandola prostatica (adenoma prostatico). Si tratta di un problema estremamente comune nell'uomo, tant'è che l'IPB è riscontrabile in circa il 50% dei maschi dopo i 60 anni ed in quasi il 100% dei maschi dopo gli 80 anni. L'IPB è sempre una condizione benigna e non determina alcun rischio futuro di sviluppare un cancro della prostata. I sintomi sono rappresentati da: nicturia (minzione notturna con interruzione del sonno), pollachiuria (elevata frequenza diurna), esitazione minzionale (difficoltà ad iniziare la minzione), sensazione di mancato svuotamento vescicale, gocciolamento post-minzionale, getto urinario di intensità ridotta, urgenza minzionale (difficoltà o impossibilità a posticipare lo stimolo alla minzione). La terapia dell'IPB è inizialmente medica con farmaci che migliorano il flusso urinario e/o riducono la crescita prostatica e successivamente, quando la terapia non è più in grado di controllare i sintomi, chirurgica endoscopica (resezione transuretrale – TURP – tradizionale o con energia laser) o a cielo aperto (adenomectomia trans-vescicale – ATV).

Cancro della prostata

Il cancro della prostata rappresenta il tumore più frequente nel maschio e la seconda causa di morte per neoplasia negli uomini, dopo il tumore del polmone. Il rischio che un uomo sviluppi il tumore è correlato all'età, a fattori ereditari, alla dieta ed allo stile di vita. Il più importante fattore di rischio è la familiarità con un rischio aumentato fino a 11 volte se è affetto un parente di primo grado. Nelle sue fasi iniziali, il tumore della prostata è totalmente asintomatico e non mostra alcun sintomo obiettivo che possa rappresentare un campanello d'allarme. La diagnosi di cancro della prostata richiede l'integrazione di tre elementi diagnostici: esplorazione digito-rettale, dosaggio del PSA ed ecografia prostatica. Tali elementi, combinati adeguatamente, pongono il sospetto clinico di neoplasia prostatica che dovrà essere però confermata tramite l'esecuzione di una biopsia prostatica su guida ecografica. Recentemente, l'utilizzo della risonanza magnetica multiparametrica ha accresciuto le possibilità diagnostiche nell'ambito dei tumori prostatici, ma tale esame deve essere eseguito in centri di riferimento con specifiche indicazioni. Di cancro della prostata si guarisce. Le terapie a disposizione sono molteplici e vanno sempre adattate in base alle caratteristiche del tumore e alle esigenze del paziente. In funzione dello stadio della malattia e l'età e lo stato di salute del paziente si può indicare uno dei seguenti trattamenti: chirurgia (prostatectomia radicale), radioterapia, terapia medica ormonale. Per un corretta prevenzione del cancro della prostata è opportuno effettuare, almeno una volta ogni 12 mesi, una visita urologica di controllo ed un dosaggio del PSA a partire dall'età di 50 anni, anticipando lo screening all'età di 45 anni in caso di familiarità.

Calcolosi urinaria

Il calcolo urinario può formarsi in qualsiasi tratto dell'apparato urinario in seguito alla precipitazione e successiva aggregazione di sostanze disciolte nelle urine. Classicamente la presenza dei calcoli si avverte quando compare la colica renale, determinata dall'ostruzione delle vie urinarie. La colica renale è caratterizzata da un dolore molto acuto, lancinante e intermittente; origina solitamente al fianco o nella regione renale e si irradia attraverso l'addome lungo il decorso dell'uretere, frequentemente nella regione genitale e nel lato interno della coscia. Complicanze della calcolosi possono essere rappresentate da sanguinamento (ematuria), infezioni ricorrenti, febbre. Il trattamento della calcolosi prevede la frammentazione e/o l'asportazione del calcolo tramite onde d'urto (litotrissia extracorporea) o intervento chirurgico mini-invasivo attraverso l'uretra (ureteroscopia operativa e chirurgia intrarenale retrograda) o attraverso una piccola breccia cutanea (nefrolitotomia percutanea). In tutti i pazienti affetti da calcolosi, indipendentemente dalla natura del calcolo, esistono alcune misure da attuare e che possono favorire la prevenzione delle recidive:
  • Introito idrico pari a circa 2,5 litri al giorno distribuito nella giornata; l'obiettivo è di avere una diuresi nelle 24 h di circa 2 litri
  • Dieta equilibrata, con un contributo da parte di tutti i gruppi alimentari
  • Limitare l'assunzione di sale e di alimenti contenenti sale.
  • Preferire l'assunzione di frutta e verdura.
  • Scegliere cibi con un basso contenuto di grassi saturi e privilegiare quelli con maggiore tenore di grassi monoinsaturi e polinsaturi.
  • Assumere una quantità di proteine inferiore a 150 g al giorno
  • Ridurre il consumo di bevande acidificate con acido fosforico (es. cola) e preferire quelle acidificate con acido citrico (es. succhi di frutta)
  • Controllare il peso, in quanto un aumento ponderale favorisce la formazione di calcoli
  • Ridurre il consumo di cibi ricchi in ossalati (spinaci, bietole, patate, cioccolato)
  • Praticare regolarmente, almeno una volta l'anno, controlli clinici, con la valutazione dei fattori di rischio metabolici in corso di terapia dietetica

Infertilità maschile

Si definisce infertilità di coppia la mancanza di concepimento dopo 12 mesi di rapporti sessuali non protetti, centrati nei giorni fecondi del ciclo femminile. Si tratta di un problema che riguarda oltre il 30% delle coppie e in almeno il 50% dei casi la problematica riguarda l'uomo. Esistono una serie di fattori di rischio per la fertilità maschile che, per tutto l'arco della vita, possono influenzare negativamente la capacità riproduttiva in modo transitorio o permanente:
  • varicocele
  • criptorchidismo (la mancata discesa dei testicoli nella sacca scrotale)
  • infezioni delle vie genito-urinarie e prostatiche
  • alterazioni ormonali
  • esposizione a chemioterapici per patologie neoplastiche
  • patologie genetiche
  • abuso di alcol e stupefacenti
  • esposizione a radiazioni ionizzanti o ad inquinanti chimici
L'esame del liquido seminale o spermiogramma è l'esame che consente di valutare lo stato di fertilità e dovrebbe essere eseguito da ogni uomo in età riproduttiva in modo da poter iniziare al più presto eventuali terapie laddove sussista un danno del numero e della motilità degli spermatozoi. L'efficacia delle terapie mediche o chirurgiche, infatti, è tanto più efficace quanto prima vengono messe in atto. Parallelamente, è utile ricercare la presenza di varicocele nei giovani maschi in quanto esso rappresenta la causa correggibile più comune di infertilità maschile (fino al 25% dei casi) ed una tempestiva correzione chirurgica può arrestare il danno della linea seminale.

Disfunzione Erettile (DE)

La DE è definita come l'incapacità di ottenere e/o mantenere un'erezione sufficiente a permettere un rapporto sessuale soddisfacente. Si stima che nel nostro Paese vi siano più di 2,5 milioni di uomini affetti con DE e questo numero è certamente sottostimato in quanto solo 1 paziente su 3 si rivolge ad un medico specialista ed i pazienti aspettano in media due anni prima di rivolgersi ad esso per parlare dei propri disturbi. L'incidenza di tale disturbo aumenta all'aumentare dell'età.

La DE può essere determinata da FATTORI ORGANICI (patologie metaboliche, alterazioni ormonali, patologie neurologiche, interventi chirurgici in regione pelvica, farmaci, fumo di sigaretta, abuso di alcool) o da FATTORI PSICOGENI, più comuni nei giovani pazienti, che possono anche sovrapporsi alle cause organiche, aggravando la problematica erettiva.
La DE spesso si manifesta nell'ambito della sindrome metabolica in associazione ad obesità, diabete, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa e deficit di testosterone e può rappresentare un'importante sentinella per l'insorgenza di patologie cardiovascolari, potendole precedere anche di anni.

La prima terapia per la DE è rappresentata da modifiche dello stile di vita (cessazione dell'abitudine al fumo ed all'alcool, calo ponderale, attività fisica regolare, alimentazione quilibrata) e dalla correzione delle patologie che la hanno determinata, laddove possibile. Qualora tali accorgimenti non dovessero essere sufficienti, la terapia farmacologica orale è efficace nel ripristinare la funzione sessuale nella maggioranza dei pazienti affetti da DE e la ricerca più recente ha sviluppato molecole ben tollerate che permettono di recuperare la spontaneità del rapporto sessuale.

La Società Italiana di Urologia

La società Italiana di Urologia (SIU) è stata fondata nel 1908 e rappresenta la società scientifica di riferimento per gli Urologi Italiani con oltre 2700 soci.


La SIU è costituita da 6 organi e si avvale di numerosi Comitati e Gruppi di lavoro per le sue attività strategiche, politiche e scientifiche sul territorio. Ha una partnership fortissima con la Società Europea e anche con quella Americana di Urologia.

La mission della SIU è, da sempre, quella di promuovere e favorire la ricerca, la formazione e lo sviluppo in ambito Urologico. In particolare si occupa della sensibilizzare e dell'informazione sui corretti stili di vita e sull'importanza della prevenzione per le patologie Urologiche.

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